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	<title>Walk this way &#187; sesso</title>
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		<title>Il crowdsourcing e&#8217; una cagata pazzesca</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 15:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Robie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa, in molti hanno scritto su come la blogsfera (o in generale il web) abbia una scrematura delle fonti un po&#8217; particolare, da una parte c&#8217;e&#8217; l&#8217;infinita offerta e pluralità delle fonti, ma dall&#8217;altra parte l&#8217;utente si auto &#8230; <a href="http://www.robie.it/2009/04/03/il_crowdsourcing_e_una_cagata_pazzesca/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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		<div style="clear:both;"></div><p style="text-align: justify;">Qualche giorno fa, in molti hanno scritto su come la blogsfera (o in generale il<span> </span>web) abbia una scrematura delle fonti un po&#8217; particolare, da una parte c&#8217;e&#8217; l&#8217;infinita offerta e pluralità delle fonti, ma dall&#8217;altra parte l&#8217;utente si auto limita scremando il tutto secondo i suoi gusti e idee, che come scelta è normale e condivisibile , ma essere sempre d&#8217;accordo rende le discussioni meno interessanti, anche perchè nonostante il punto di vista differente si arriva ad un punto di vista condiviso e condivisibile e queste motivazioni portano spesso, &#8220;alla eliminazione&#8221; dei commenti (evitando anche di dilungarsi inutilmente) aggiungendo solamente un fave o un like o quello che sia.. che e&#8217; bello come &#8220;applicazione&#8221;  2.0 ma meno dal punto di vista puramente&#8221;sociale&#8221; e dialettico.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217;  quasi ovvio che un elettore del pd non andrà a commentare e discutere pacatamente su di un blog  tenuto dal cuggino estremista e ignorante di Borghezio, a meno che non sia un sadico dedito al bondage (molto più di tutti gli altri iscritti o sostenitori del PD, che sono autolesionisti nel DNA),  ma gli esempi potrebbero essere infinti sia sul calcio, che sulla religione, che sul sesso e per finire ai videogame, ma e&#8217; assurdo che quella rete che sembra essere il simbolo di molte cose, in Italia ma,ihmo, anche nel resto del mondo non riesce a dare vita al niente cosmico .</p>
<p style="text-align: justify;">Mi soffermo all&#8217;Italia che e&#8217; la situazione che dovrei conoscere meglio, ho detto dovrei apposto <img src='http://www.robie.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">In Italia i giornalisti/blogger di riferimento sono pochi si contano sulle dita di due mani (e in una delle due ora ho un bel pezzo di pizza) ma non riescono a dare un seguito a &#8220;tutto questo movimento&#8221; un po&#8217; per disinteresse da parte dei lettore un po&#8217; perché nonostante si facciano bandiere, o molte volte vengano eletti a tali, sono legati a doppio filo a quel italietta che vorrebbero (dovrebbero) contribuire a cambiare.</p>
<p style="text-align: justify;">E non mi riferisco solamente alla politica, ma anche a tutto quel mondo che lavora e si muove grazie  alla rete ad internet e  alle  &#8220;nuove&#8221; professionalità nate grazie alla new economy (si mi sto dilungando troppo), e non è una questione di numeri, gli utenti di Facebook sono in continua crescita, i blog  anche,  gli accessi ai Social Network coninuano nonostante tutto a crescere.. insomma di numeri e potenzialità ci sono.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema e&#8217; che nell&#8217;ultimo periodo, ihmo, la blogsfera italiana (dai passatemi il termine) ha avuto un evoluzione un po&#8217; particolare che ha portato alla creazione di un &#8220;circoletto&#8221; che si è trasformato in<span> </span>una elite ristretta impossibile o quasi da &#8220;intaccare&#8221; o ampliare (fate voi) che si commenta a vicenda (nulla di male), che si incontra (niente di male) e che si crea business (giustamente ihmo, sempre che ci sia la professionalità o le capacità) però al mondo esterno, quello dei novizi, degli assenti o dei moltissimi che non hanno una presenza così assidua sui SN (facebook a parte, naturalmente) e che lavorano in altri settori, appare un mondo molto poco social e fuori dal mondo..<span> rispetto all&#8217;idea o alla immagine che si cerca di dare e trasmettere.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Ora per tornare al titolo, marco camisani calzolari su friendfeed la scorsa settimana ha aperto questo post</p>
<p style="text-align: justify;">il video a cui si riferisce la discussione lo potete trovare anche qui.</p>
<p style="text-align: justify;">Polemico, anziché no il titolo, non so quanto voluto o quanto &#8220;ingenuo&#8221;, però la sequela di commenti che ne sono scaturiti e&#8217; stato abbastanza particolare, e molto interessante da leggere, i punti di vista sono diversi, e per la maggior parte sottolineano quanto mcc sia stato poco &#8220;opportuno&#8221; o troppo a commentare quel video.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma partiamo dalla base, secondo wikipedia il crowdsourcing e&#8217;:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Il termine <strong>Crowdsourcing</strong> (crowd + <a title="Outsourcing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Outsourcing">outsourcing</a>) è un neologismo che definisce un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in un team. Tale processo avviene attraverso degli strumenti web o comunque dei portali su <a title="Internet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Internet">internet</a>.</p>
<p>Inizialmente il crowdsourcing si basava sul lavoro di volontari ed appassionati che dedicavano il loro tempo libero a creare contenuti e risolvere problemi. La community <a title="Open source" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Open_source">open source</a> è stata la prima a trovarne beneficio.</p>
<p>Oggi il crowdsourcing rappresenta per le aziende un nuovo modello di <a class="new" title="Open enterprise (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Open_enterprise&amp;action=edit&amp;redlink=1">open enterprise</a>, per i freelance la possibilità di offrire i propri servizi su un mercato globale.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Secondo la mia personale idea, il crowdsourcing e&#8217; tra le più vecchie forme di comunicazione ed aggregazioni, e non ci vogliono sociologi/blogger con libri su libri dove ci fanno capire che condividere, creare comunità, e&#8217; una risorsa molto importante per l&#8217;uomo ma non negli ultimi 15/20 anni ma su per giù da 5000 anni almeno, quindi che ne dica mcc non saper spiegare il termine crowdsourcing non e&#8217; una cosa incredibile, e&#8217; incredibile che durante un barcamp, un meeting tra addetti del settore si usino termini anglofoni (a volte inascoltabili) solamente per far vedere quanto siano internazionali o cool e geek (come ihmo preferirebbero essere chiamati).</p>
<p style="text-align: justify;">Come ho già scritto su friend feed, un 5 virtuale a tutti quelli che ci hanno provato a spiegare il termine, che sono veri quanto basta per ammettere senza vergogna che il termine non lo conoscevano.</p>
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		<title>Mi vendo</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 08:50:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Robie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italietta]]></category>
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		<description><![CDATA[E così lo ammetto, speravo di essere scorpeto da una zelante tenente della polizia postale e invece mi tocca venire fuori dopo una puntata di Porta a Porta, dove nelle parole di Bruno Vespa e della Do.ssa Alessandra Graziottin è &#8230; <a href="http://www.robie.it/2008/02/26/mi_vendo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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		<div style="clear:both;"></div><p align="justify">E così lo ammetto, speravo di essere scorpeto da una zelante tenente della polizia postale e invece mi tocca venire fuori dopo una puntata di Porta a Porta, dove nelle parole di <strong>Bruno Vespa</strong> e della <strong>Do.ssa Alessandra Graziottin </strong>è stato tracciato perfettamente il mio profilo.</p>
<p align="justify">Di cosa sto parlando? ma di questo:</p>
<p align="justify">[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=pgdlEg9I4mo[/youtube]</p>
<p>E così dopo 3 anni di blog, un barcamp (che a questo punto non è altro che un misex non ufficiale), blogbeer (noto ritrovo per scambisti alcolizzati) e molto altro abbiamo avuto la conferma da un &#8220;autorevole membro&#8221; della comunità scentifica che i blog portano alla prostituzione virtuale in primis e materiale poi.</p>
<p align="justify">Sgomento nella rete. Linee di skype in fiamme, twitter ormai in briciole.</p>
<p align="justify">Dove andremo a finire signora mia?</p>
<p align="justify">Meno male che non ci sono più le mezze stagioni e l&#8217;estate è alle porte</p>
<p align="justify">N.B chi lo avrebbe mai detto che avrei citato un pezzo di renato zero.</p>
<p align="justify">P.S. il titolo originale del post sarebbe &#8220;30 la bocca 50 l&#8217;amor&#8221; ma qualcuno potrebbe avere a che ridire.</p>
<p align="justify">Sui prezzi</p>
<p align="justify">P.P.S consiglio di leggere il post di  <a href="http://www.lastknight.com/2008/02/25/la-prostituzione-virtuale-di-alessandra-graziottin/">LastKnight</a> che parla più seriamente del sottoscritto</p>
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