Sui contest fotografici

November 22nd, 2007 § 5

Spero che non me ne vorrà Lostinthesky, se lo prendo come spunto per una riflessione sui contest fotografici ultimamente stanno riempiendo la blogsfera italiana, più o meno come i meme.

Ora rispetto al meme, il contest lo vedo meglio perchè entra in gioco lo spirito di partecipazione e di competizione che nella maggior parte dei meme “tradizionali” manca.

Solitamente se si decide di partecipare ad un contest virtuale, o ad un concorso materiale, è perchè:

  1. si ha la voglia di mettersi in gioco

  2. si ha un’idea su cosa realizzare

  3. si sa come realizzare l’idea anche se a tentoni

Nei commenti del vincitore sul Contest, ho scritto:

Non sono molto d’accordo sul vincitore, perchè in concorso c’erano foto molto più interessanti che rispondevano perfettamente ai 7 punti, e chi per un verso chi per un altro potevano essere tutte da primo posto.
E’ chiaro che non è un concorso dove si vince qualcosa di importante o chissa quali riconoscimenti (l’esempio del National Geographic, lo abbiamo un po’ tutti ancora in mente) però in molti casi mi è sembrato che bastava fotografare una foglia gialla o rossa e mandare la foto per essere abili, arruolabili e potenziali vincitori.

Un contest fotografico, acquista valore non per i premi o per i riconoscimenti, ma per la qualità dei scatti che partecipano alla competizione, più è alta più ci sarà la voglia di confrontarsi e partecipare al prossimo, magari non con un file del cellulare ma con una foto vera.

E attenzione che con il cellulare si fanno ottime foto, Robert Clarks Mobile Photo e questo esempio è lampante, ma dietro al telefono c’è sempre un fotografo che guarda il mondo con un altro occhio.

La mia personale classifica avrebbe visto vincere la foto di Samuele, con Ally G, perchè oltre ad essere in linea con il tema dell’Autunno, si vedeva che era una foto “studiata” e non tirata via al volo solo per caso. Così come ci sono almeno 4 foto che sono quasi di pari livello, che però non hanno l’attenzione che meritavano oppure sono state mandate senza neanche un piccolo ritocco, che per la maggior parte dei casi consisteva in un piccolo “Crop” che avrebbe isolato il soggetto e reso la foto più interessante.

Insomma mi dispiace fare quello che se la tira, perchè ho fatto un corso di fotografia e mi sono appassionato leggendo libri sulla fotografia e di fotografie, ma avere in mano una macchina fotografica non vuol dire automaticamente saper fotografare ed essere un fotografo, bisogna capire i mezzi della macchina e i propri e cercare di migliorare entrambi, e se questo vuol dire fare 15.000 scatti o 500 poco importa, l’obiettivo finale è sapere dove si vuole arrivare e come, oggi un’amica mi ha detto che gli piace la fotografia e che vorrebbe fare un corso, che ihmo E’ il punto di partenza.

Detto questo, se mi chiedete di vedere che schifo di foto faccio, l’indirizzo del mio account Flickr è questo e lo trovate anche nella barra laterale del blog, giù con i commenti che sono sempre bene accetti

Samuele mi ha anticipato di poco, Pensare, Inquadrare, Riflettere, Scattare

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