Archive for the 'Basket' Category

San Antonio Spurs fine della corsa

In settimana purtroppo la corsa dei miei San Antonio Spurs si è fermata contro i solidissimi Phoenix Suns, nelle semifinali della Western Conference.

Finalmente dopo 8 anni, i tifosi di Nash & Co possono bullarsi per forum e blog in tutto il mondo e arrivare a giocarsi le finals contro gli odiatissimi Lakers di Mr. Kobe.

Lo sweep è stato, forse, troppo pesante, gli equilibri della serie sono stati spostati dai vari  Dragic e Dudley (insomma il supporting cast) che per San Antonio non ha funzionato a dovere, o come era nelle aspettative di Coach Pop. La vittoria contro Dallas è stata una grossa soddisfazione e forse ci ha messo negli occhi una squadra troppo bella per essere vera, che ha buttato il cuore oltre l’ostacolo, ma arrivando alla serie con i Suns già appagata e moto stanca. I Suns nelle 4 partite sono stati perfetti, hanno trovato le soluzioni migliori in tutti i miss match, hanno avuto un apporto eccezionale da Nash e Grant Hill che in difesa hanno limitato molto bene sia Ginobili che Tony Parker. Gran lavoro di Gentry che con una squadra meno talentuosa riesce ad arrivare dove coach D’Antoni non è mai riuscito ad arrivare.

Ora R.C. Buford ha un’estate molto complicata davanti, si devono prendere decisioni molto importanti per sfruttare gli ultimi due anni di contratto di Tim Duncan e allo stesso tempo gettare le basi per continuare la dinastia. Il contratto di Manu Ginobili è stato rinnovato prima dei playoff, sono troppo di parte per dire che il contratto ha importi di un paio di anni fa, quando stava meglio ed era più giovane e SA  aveva un roster molto più importante di quello di oggi.

Tony Parker, è il futuro di questi Spurs non si può prescindere da lui, a meno che non si debba sacrificare il francese per arrivare a qualcosa di grosso davvero. Richard Jefferson ha deluso molto, c’erano grossi scetticismi nei confronti di RJ e sono stati tutti confermati durante la stagione regolare, troppo discontinuo (soprattutto in difesa) a volte troppo avulso dal sistema Spurs che lascia molto poco all’iniziativa personale, sempre che non parli spagnolo o francese.

RJ prima dei playoff ha detto che sarebbe uscito da un contratto di 15 milioni l’anno, per trovarne un nuovo ad un importo inferiore ma che gli garantisse 2 anni, prima di ritirarsi. Io spero che mantenga questa promessa, ci consentirebbe di provare a fare qualcosa in questa estate dove alcuni big si muoveranno dalle loro squadre (LeBron, Wade, Dirk) e avremo la possibilità di bussare alla porta di Thiago Splitter per convincerlo a venire in Texas e formare un reparto lunghi di tutto rispetto (TD, McDyess, HeavyD e appunto DeJuan).

Il supporting cast è da rivedere via Bogans, Mason, fosse per me Bonner e anche Mahinmi (che ormai abbiamo capito che non è buono per i piani alti).

Ci sono i margini salariali per provare a fare meglio di quest’anno, ma l’età avanza e forse anche la voglia e la forza di Pop comincia a vacillare.

La vittoria contro Dallas è stata una grossa soddisfazione e forse ci ha messo negli occhi una squadra che ha buttato il cuore oltre l’ostacolo, ma arrivando alla serie con i Suns già appagata e più stanca.

Però va detto che i Suns sono stati perfetti, hanno trovato le soluzioni migliori in tutti i miss match, hanno avuto un apporto eccezionale da Nash e Grant Hill che in difesa hanno limitato molto bene sia Ginobili che Tony Parker. Gran lavoro di Gentry che con una squadra meno talentuosa riesce ad arrivare dove coach D’Antoni non è mai riuscito ad arrivare.

La chicca su youtube è da vedere assolutamente

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=CYz9goVkT84[/youtube]

Manu Ginobili: Block of the year

Stoppare una schiacciata a due mani in contropiede è qualcosa di assurdo, solamente pensare di frapporsi tra canestro e un giocatore di 100kg in corsa è un idea assurda.

Però Manuel Ginobili, bianco da Bahia Blanca (argentina), un fisico molto più che normale, stanotte ha fatto questa cosetta qui sopra.

unbelievable

In memoria di Alphonso Ford

La morte è un mistero, che un giorno tutti risolveremo. Il punto e’ “quanto saremo pronti al momento del grande incontro?”. Alphonso Ford era pronto ad affrontare questa dura prova e quando due anni fa minacciava di lasciare il basket, forse aveva intuito la fine. Noi lo ricorderemo per sempre…

Dieci giorni fa ho trovato il coraggio di chiamare a casa sua. Alzò il telefono una signora (probabilmente una parente, la moglie trascorreva le notti in ospedale) e con voce tremante mi disse che le cose non stavano andando bene. In quel momento mi sono sentito rabbrividire.

Avevo già avuto una brutta esperienza con la leucemia e con quanto spietata sia questa malattia. La mia ragazza, Konstantina, aveva 20 anni, avevamo appena finito la scuola. Allora mi sono detto tra me e me… Al se ne va. Un cancro bastardo uccideva la fiera. Così semplicemente, senza spiegazioni.

E’ un peccato, amico, fuggire così da noi, senza avere il tempo di salutarti. La mia tastiera è ora inondata di lacrime, perché abbiamo pianto molto sia io, sia Papamakarios, sia Kritikos, sia gli altri ragazzi. Anche i tuoi avversari, che hai trattato come marionette sul parquet, hanno pianto per te. Alcuni che talvolta avevano osato asserire che tu giocassi dopato, con i farmaci di cui facevi uso necessariamente.

Che sapessero che sette anni fa, all’età di 26, avevi iniziato a perdere la battaglia? Che sapessero che il tuo problema con il tuo sangue era molto più grave di una quarantina di punti o di un risultato amaro? Una vittoria o una sconfitta. Ora lo hanno scoperto e chiedono perdono a Dio. Lo hanno imparato e lo abbiamo imparato tutti. Il problema era grave, e anche se la voce circolava sembra impensabile fosse la verità.

Tu sapevi però, avevi percepito la fine e alcune precise cose che avevi rabbiosamente detto ora si sono rivelate come profezia, Diavolo! Sapevi che ti attendeva il destino e semplicemente aspettavi il momento in cui la Morte ti avrebbe chiamato a sé, per guadare insieme il fiume.

”Non giocherò più a basket. Via, fine, questo è tutto. Mi ritiro!” mi avevi confessato nell’inverno 2002, prima di una partita tra Panathinaikos e Siena all’Holiday Inn. “Assolutamente no”, dissi io, ma continuavi ripetendo che alla fine della stagione avresti appeso le scarpe al chiodo, per dedicarti alla pesca nel Mississippi, la tua terra. Lontano dall’angoscia delle partite, lontano dalla pressione che condizionava gli altri, ma mai te. Volevi staccarti da tutto, “to stay away from shit”, come dicesti allora, ma solo tu potevi conoscere il tuo destino.

La tua follia per il basket era più forte e successivamente due mesi dopo firmasti per la Scavolini, nonostante allora tu volessi fortemente giocare nel Panathinaikos ed essere allenato da Obradovic, mi dicesti al telefono. Una verità che non è mai divenuta realtà. Per la metà dei soldi saresti rientrato ad Atene e io so cosa significava per te il denaro:

NIENTE! A lettere maiuscole. Come lo leggete! NIENTE! Ricevette 1.200.000 euro da Siena, più o meno lo stesso dalla Scavolini, forse un po’ meno. “E quindi? Sappi che nel Mississippi non so che fare di questi soldi. La casa più costosa costa 200mila dollari, e non parliamo di una casa semplice, ma di una villa. Per quello che riguarda la macchina? Ho preferito una Escalade e non la Mercedes 600 che sognavo. Perché se fossi andato per strada con una simile macchina mi avrebbero per un pappone o un mafioso. Qui dove mi trovo, tutti questi soldi non servono” mi aveva confessato, e mi fece pensare.

Ma la vita é ingiusta. E’ caduto il ragazzo migliore. I punti, le statistiche e i record personali non sono sufficienti a descrivere il carisma del suo carattere. Non possono descriverlo come persona. Perché pochi conoscevano Al. Non lasciava nessuno fuori dalla porta di casa. Non è un caso che molti suoi compagni adorassero prima la persona e poi il giocatore Ford.

Il suo grande amore era il Peristeri. Anche in altre squadre aveva avuto amicizie, ma al Peristeri avrebbe giocato anche gratis. Al Papagou e allo Sporting divenne semplicemente conosciuto, onorando il contratto fino all’ultimo centesimo del contratto. All’Olympiakos sognava di giocare, ma se ne è se è andato ferito dalla nota storia con Subotic. In Italia ha trascorso due stagioni serene, adorato sia a Siena sia a Pesaro. Dall’alto, dove ora si trova ora, si ricorderà con più cuore del Peristeri, di Papamakarios, Pelekanos, Tsartsaris, Kritikos, di coach Pedoulakis: il suo secondo padre, come lo chiamava.

Dicevamo che i 1.200.000 euro della Montepaschi non significavano niente. Semplicemente, deve essere ammirato anche da altri tifosi. E lo ricordino come uno degli scorer più carismatici, quello che se voleva segnarti un canestro, te lo segnava, senza innervosirsi e sempre con il sorriso del killer. Solo con Radja arrivò alle mani, perché il croato colpì Pelekanos in una partita tra Olympiakos e Peristeri, e Pelekanos era il suo pulcino. Molto difficilmente poteva succedere qualcosa o qualcuno poteva farlo uscire di testa. O lo mettesse KO, almeno senza combattere.

Solo un avversario ce l’ha fatta. La morte non fa eccezioni. Punisce persone sbagliate, quelle che non hanno colpa di niente. Quelli che non hanno mai fatto niente di male, anzi, combattono perché la loro famiglia possa condurre una vita serena. Lavorando duramente, avendo sempre la parola giusta sulle labbra.

Amico, te ne sei andato da noi a 33 anni. Lo dicevi e lo hai fatto. Hai lasciato i parquet, ma non lascerai mai i nostri cuori. Sarai sempre il solo e unico Al. L’amico, il “campione”, anche se non hai mai vinto un campionato. I titoli che hai vinto, però, sono dentro di noi e valgono di più. Buon Viaggio, e al prossimo incontro. “Later”, come dicevi sempre. Stai bene amico, e abbi cura di te, ovunque tu sia. Ti ringraziamo di tutto…

(Kostas Sotiriou, giornalista del quotidiano ellenico “To Vima” e grande amico di Alphonso Ford)

Sono passati 4 anni dalla scomparsa di Alphonso Ford, e moltissimi degli appassionati difficilmente lo dimenticheranno.

Però c’è Kobe Bryant

In settimana sono state diramate le convocazioni per il Team USA che cercherà di ritornare a vincere qualcosa dopo gli schiaffoni presi negli ultimi 8 anni.

Squadra criticabile se c’è ne una, piena di All Stars e senza dubbio molto talentuosa, però sembra che gli anni passati non abbiano fatto capire nulla a Jerry Colangelo, ma soprattutto all’head coach Mike Krzyzewski.

Squadra che manca, a mio avviso, di tiro perimetrale, difesa, e neuroni. Troppe prime donne, e il problema è sempre quello, c’è un solo pallone e i possessi a disposizione sono molti meno che in NBA.

E’ chiaro mi sto prendendo un rischio, ma anche quest’anno credo che la medaglia d’oro andrà ad un altra squadra, e le star NBA dovranno tornare a casa a testa bassa.

Grazie di esistere Paul Pierce

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Quando tutto sembrava perduto, il 3-2 poteva essere una botta psicologica non indifferente per i C’S  e la loro  poca esperienza poteva pesare, Pual Pierce in arte PSquare, il Capitano, si è preso la squadra sulle spalle e ha chiuso il conto, così i Boston Celtics sono i nuovi campioni NBA. Grazie PP!!!

Detto questo pubblico una foto del post-partita… Notate il Capitano, Paul Pierce per l’appunto, con in mano uno dei trofei più importanti dell’NBA, il titolo di MVP Finals dove il “nostro” ha chiuso con una media fantastica 23 punti, 5 rimbalzi, 6 assit.

Grande vittoria, fondamentale per non trasformare qualsiasi Forum/Blog/Community della rete un posto invivibile per i prossimi 12 mesi.

The Black Panda per l’ennesima volta a casa con le pive nel sacco, essere la seconda migliore squadra del mondo non conta niente e avere in squadra delle ragazze invece di uomini sicuramente non paga. Ma il fututo è assicurato, il ritorno di Bynum sistemerà tutto e senza dubbio l’anno prossimo di questo periodo a malincuore dovremmo assistere ai festeggiamenti angeleni.

Sarà che per vincere qualcosa serviva il n.34, con cui non era meglio non litigare?

Beat L.A.

La Storia è la storia, i predestinati sono i predestinati, e quest’anno i Boston Celtics lo sono

Da stanotte le finali NBA si spostano a Los Angeles, in casa di Mr Kobe, e per come sono andate le 2 partite a Boston (due vittorie nette) ai gialloviola serve un mezzo miracolo (che potrebbe essere lo stesso numero 24 da 45/50 punti) e soprattutto serve che le ragazze scese in campo lontane dallo Staples Center, siano rimaste in vacanze sulla costa Est.

Qui si tifa Celtics, e non perchè i Lakers hanno battuto i miei Spurs, ma perchè dall’altra parte ci sono diversi giocatori che si strameritano di vincere un anello, questo anello.

E poi il futuro ormai è segnato, lo sanno anche i sassi, per i prossimi 5 anni in NBA vinceranno solo i Los Angeles Lakers.

BEAT L.A. – BEAT L.A. – BEAT L.A.

NBA Race to MVP

Con la stagione ormai agli sgoccioli e i playoff in vista, si cominciano a fare le prime considerazioni sulla stagione.

I premi fino allo scorso anno erano la cosa più interessante di questo periodo, ma quest’anno l’evoluzione della griglia dei Playoff lascia tutti un pò con il fiato sospeso per sapere a chi toccheranno Phoenix e Dallas che quest’anno non hanno brillato anche a causa delle trade che le hanno convolte, e ci ritroviamo quindi da possibili finali anticipate a partite da “semplice” primo turno, senza avere al momento alcuna certezza.

Ma stasera vorrei focalizzare il mio articolo sul premio più importante di tutti il Most Valuable Player.

Devo fare una piccolossima premessa, cioè che questo premio per me, per come vedo io il basket, lo darei ogni anno a Tim Duncan il capitano dei San Antonio Spurs di cui “diciamo” sono “leggermente” tifoso, purtroppo ne ha già vinti due quindi difficilmente quest’anno vincerà pazienza :D .

Parlando seriamente la corsa per il Maurice Podoloff Trophy quest’anno ha solo due corsie che sono occupate da Kobe Bryant (Los Angeles Lakers) e Chris Paul (New Orleans Hornets).

Citare le stastiche per confrontarle non ha molto senso, giocano in posizioni differenti e hanno in comune solamente la stessa mentalità vincente.

Ma questi due qui hanno guidato le rispettive squadre al primo e secondo posto della Western conference, oltre ogni più ottimistica previsione e passndo per varie “storie” nella stagione, come gli infortuni dei loro compagni e passaggi a vuoto contro squdre piccole che sembravano la fine della corsa per l’ottima stagione, e invece nonostante ancora sono lì davanti a litigarsi la prima posizione.

La mia previsione è che andrà a Kobe Bryant, perchè alla fine prima o poi uno gli andrà dato e non può essere che quest’anno (un po’ come Kevin Garnett nel 2004) visto che ha anche tenuto su la baracca quando i compagni hanno avuto qualche problema fisico (infortuni o poca forma)

Ma se pensiamo ai criteri che hanno dettato gli ultimi 4 MVP (Nowitzky, 2 Nash, Garnett) allora il premio va dato a Chris Paul, senza alcun ragionevole dubbio

E’ il miglior giocatore della sua squdra, ha il miglior record nella Southwest Division (che è sicuramente la più difficile), è la mente e il cuore della squadra, è la mano da cui nasce e muore tutto per New Orleans, e i suoi compagni non sono Gasol, Fisher, Odom, Bynum e in panca non ha Phil Jackson.

Insomma per me Kobe non è valuable quanto Chris nella sua di squadra.

Gli altri qust’anno non sono in corsa nonostante si chiamino LeBron James, Kevin Garnett, Steve Nash e Tim Duncan, dispiace ma vince uno soltanto, sia chiaro i premi in coabitazione non piacciono quasi a nessuno.

 

Tonight is the night

Anche quest’anno gli appassionati di NBA potranno seguire il campionato di basket più famoso del pianeta, grazie a Sky e Sport Italia. Le partite in diretta e in differita saranno molte così come i contenitori che racconteranno le partite e le storie intorno a quella galassia parallela che è appunto il carrozzone NBA.

Si inizia questa notte con l’opening night dei miei Spurs contro la Portlando orfana della prima scelta Greg Oden vittima di un’infortunio in preseason.

Si prosegue con:

Mercoledì alle 17.30 Jazz-Warriors con esordio del Belinelli.

Giovedì alle 17.30 Spurs Grizzlies e alle 21 Sonics-Nuggets.

Su SkySport2 sempre alle 17.30 oppure alle 23 Cavs-Mavericks.

Venerdì sportitalia alle 17.30 Suns-Sonics.

Su SS2 alle 17 (oppure 00.00) Jazz-Rockets .

Sabato SS2 alle 16:25 Celtics-Wizards.

Direi che come antipasto, è abbondante e ben strutturato.

I LOVE THIS GAME

Lo Sport e la Rai

Su queste pagine mi sono già lamentato di come la RAI, ha trattato gli Europei di Basket e in generale di come sia un’azienda Calcio oriented e come se ne fotta di tutti gli altri sport, che molto spesso regalano spettacoli  migliori sotto tutti i punti di vista .

Ora parlando sempre degli europei di basket, vi segnalo un’intervista a Massimo De Luca, il nuovo direttore di Raisport, su Basketnet per farvi capire come è combinata male la Rai, fino al più alto dei livelli.

Beh l’avete letta?

Senza neanche pensarci su bene, rispondete o provateci a questi 3 quesiti

  1. Credete in queste parole?
  2. Calcio a parte, ci saranno altri sport in RAI?
  3. Ma quante cazzate dice De Luca?

Ora dopo aver risposto, vi segnalo un piccolissimo episodio:

Durante queste settimane si sta svolgendo sempre in Spagna l’europeo di basket femminile, abbiamo una squadra “decente” ma niente di che, l’italia di basket femminile sono 8 anni che non si qualificava per gli europei, abbiamo le due più forti giocatrici ferme ai box per infortunio, quindi l’interesse è diciamo prossimo allo zero, ma sorpresa delle sorprese sono andate in diretta, su Rai TRE, ben 2 partite.

Ora  non per tirare l’acqua al mio mulino, anzi si, ma 2 giocatori NBA, una nazionale che si prospettava come una delle più forti di sempre, un movimento abbastanza grande, (l’italia in Eurolega ha 4 squadre e fino ad un paio di anni fa si correva alle Final Four di Eurolega, insieme a russi, greci e israeliani) non meritava una confezionamento migliore, che comprendeva una migliore esposizione, una presentazione migliore, e non doversi dividere con altri sport o serie televisive? con tutti questi accorgimenti i telespettatori non sarebbero stati più dei 2 milioni, che la nazionale ha fatto con programmazioni del cazzo all’ultimo momento, con cambi di rete e via discorrendo?

Ora va bene che l’Italia è uscita e anche malamente al secondo turno contro una Germania, non certo irresistibile, ma da quel momento è come se fossero finiti gli europei, nonostante mancassero quarti, semifinali e finale, ma per pararsi il culo dalle critiche tra l’altro RAISPORT SAT, ha mandato in differita di 3 giorni e sempre in tarda serata semifinali e finali.

Ecco dopo tutte queste idee sputate lì alla rinfusa, ringrazio SKY e tutto lo staff da tranquillo a Buffa, da Mamoli a Gerry De Rosa, Paola Ellisse e tutte le spalle che ci “regalano” campionato, Eurolega, NBA, in una forma che la RAI non potrebbe mai nemmeno immaginare.

Vi lascio lì, con una domanda.. ma un direttore di testata deve per forza condurre la trasmissione calciofila di punta della domenica sera, oppure cercare di rendere efficente una redazione che dovrebbe coprire tutti gli sport?

Italia, dai che ci siamo

Nonostante la Polonia non fosse un colosso, abbiamo vinto una partita molto importante che ci fa accedere al secondo turno dell’Europeo, in un gironcino di ferro insieme a Lituania, Germania e Turchia.

La gara con la Polonia era uno spareggio che dovevamo vincere ad ogni costo, per non tornare anzi tempo in Italia, e così si parte con il migliore quintetto possibile Mordente, Bulleri, Soragna, Gigli e Bargnani.

Che viene inizialmente sorpreso dalla fisicità e mobilità dei polacchi, che riescono a chiudere addirittura avanti il 1/4.

Il secondo quarto invece iniza con uno spirito diverso dei nostri dove Belinelli e Bargnani, ispirati da un ottimo Bulleri, mettono in chiaro le cose e dimostrano quel’è la squadra che ha più talento, finalmente Basile si ricorda di essere ad un europeo molto importante e di essere il capitano della selezione azzurra. Conduciamo per tutto il quarto, con vantaggi fino alla doppia cifra ma come al solito verso il finale tiriamo i remi in barca e ci facciamo recuperare, fino al 41-35 a nostro favore con cui si chiude il primo tempo.

Il secondo tempo inizia bene, Belinelli e Bargnani continuano a giocare bene, anche se a volte forzano troppo, e raggiungiamo nuovamente la doppia cifra di vantaggio e altrettanto nuovamente la Polonia rimane lì, aggrappata dimostrando che il talento nel basket serve, ma servono anche Cabeza, Corazón y…Bolas! (Meneghin docet) e ritorna nuovamente a meno 4 punti, con un Recalcati (e tutti noi) disperato perchè non si difende più.

Basile però alza la voce e mette le triple alla sua maniera e ci riporta in vantaggio “tranquillo”, anche se prendiamo un altro stupido canestro che ci fa concludere il quarto a -7. Il 4/4 fortunatamente riusciamo a controllarlo bene anche se con non pochi brividi e il risultato finale è  79-70.

Si confermano le buone prestazioni di Mordente, Soragna, Giglie e Bulleri, conm Bargnani e Belinelli in evidente evoluzione, da segnalare i redivivi spagnoli Basile e Marconato e un “gioco” che migliora.

Ci sono ancora molte cose da migliorare:

1) Le amnesie difensive, diamo la possibilità di rientrare a tutti, e non affronteremo più la polonia.

2) La palla in area è vietata, non si può pensare altro in questo momento

3) Ogni qualvolta spendiamo un fallo stupido, è un fallo da tiro supplementare

Sabato con la Lituania, ci dobbiamo mettere molto ma molto di più di quello che abbiamo dato e probabilmente di quello che abbiamo, come ci ricordano gli spagnoli nel 99 abbiamo perso malamente le prime due partite contro Slovenia e Francia e poi siamo arrivati terzi… 

Italia, che peccato

Doveva essere una partita senza storia, la francia era (ed è) tecnicamente e fisicamente meglio di noi, forse la lunghezza della panchina poteva essere dalla nostra parte, però oltre alle doti servono anche anche cose tipo che sono riconducibili (più o meno) a parti del corpo e uno di queste è il Cuore.

Così ci ritroviamo a mangiarci le mani, polsi e gomiti, un’altra volta, su quello che poteva essere, su come una partita come questa poteva farci svoltare mentalmente in un europeo che è partito male e con le spalle al muro.

Il riassunto della partita non è difficile da fare, teniamo a bada i francesi per tutto il primo tempo che chiudiamo sopra di 8, nel secondo tempo teniamo botta anche se i francesci scesi in campo sono altri rispetto al primo tempo fino alla fine del 3/4 che chiudiamo in vantaggio con lo scarto minimo. Purtroppo il 4/4 è dominato da Tony Parker, che è entrato in area come a quando voleva, ha realizzato canestri incredibili, a cui spesso aggiunge il fallo e quindi il tiro libero supplementare, ma la francia non è stata solamente lui (che ha chiuso con 36punti), Diaw, Pietrus e Turiaf sono stati più solidi e hanno portato alla causa francese punti importanti che hanno lasciato agli azzurri poche speranza di risalita.    

Nel complesso l’Italia ieri ha giocato molto meglio, e in modo più equilibrato soprattutto nel primo tempo, con un ottimo Bargnani e un buona prestazione di Belinelli, che però ha perso la testa negli ultimi minuti giocando 1vs5 e rimendiando un canestro, un fallo e due stoppate che ha ridotto la sua prestazione da buona a pessima. Si confermano anche le ottime prestazioni di Soragna, Mordente, Gigli e Bulleri, mentre assolutamente da dimenticare Mancinelli e Crosariol che perdono il senso di gioco e squadra (come spesso purtroppo succede), soprattutto Crosa dopo un passi evidentissimo ha spento il neurone che ci è costato 4 punti (2 del tecnico e 2 sul successivo possesso).

Stasera abbiamo l’ultima possibiltà di rimanere in corsa nell’europeo, nella partita di spareggio con la Polonia, avversaria modesta ma che ha fatto faticare la Francia nella prima partita.

Scandaloso il trattamento della RAI per questo partita e in generale tutto l’europeo, questa fondamentale partita andrà in differita alle 23.10, salvo miracoli, per problemi tecnici relativi a Rai Sport Sat.

Grazie RAI, grazie.

Italia, che amarezza

Ci sono molti modi di giocare una partita,

vincere dominando, perdere meritandolo di grosso, e giocare una bella partita combattuta dove di solito, vince chi guarda la partita, perchè qualcuno quella partita la deve pur perdere.

Purtroppo l’Italia di questa sera, non è stata nessuna delle 3 sopra descritte, sempre sotto di una decina di punti (con picchi di 20 o giù di lì), con un paio di timidi tentavi di risalire la china di una Slovenia veramente in gran forma, ma ogni qualvolta si trovavano delle soluzioni in attacco efficenti, Smodis, Lorbek e Slokar ci rimettevano da parte.

Però il Basket, è uno sport stupendo e come nessun’altro sport riesce a regalare delle emozioni e finali inaspettati.

Perchè succede che negli ultimi minuti gli Sloveni, anche grazie ad una solida difesa italiana, non vedono più il canestro mentre dall’altra parte il redivivo Bulleri mette canestri importanti, e così a 15 secondi dal termine, dopo l’ennesima irruzione in aria con Bulleri, troviamo in un angolo Soragna che tira da 3 e canestro. italia avanti 68 a 66.

Con 8 secondi la Slovenia, rimette in gioco la palla molto velocemente, e con una magia (chiamiamola così, sta botta di culo) infila con Lakovic il canestro da 3 della vittoria.

This is Basketball, Mr Charlie. (commenterebbero quelli bravi della ABC)

Gli azzurri sono usciti dal campo con le pive nel sacco, perchè sentivano già loro la vittoria, e nell’ultima azione si sono astenuti dal difendere.

Nel complesso questa sconfitta è strameritata, non giochiamo come una delle nazionali “favorite” (da chi poi?), nel senso che non giochiamo punto

Ci affidiamo a soluzioni estemporanee, che stasera ci stavano per far vincere ma non si puòà sperare sempre in questo Bulleri (20 punti) e che l’accoppiata Soragna Mordente porti più punti che difesa e gestione del gioco.

Allo stato attuale le nostre due stelle, quelle della ennebiei sono totalmente da bocciare. Non hanno giocato bene, Belinelli non ha praticamente proprio giocato, mentre Bargnani è vissuto per molto tempo fuori della linea da 3, che lo rende un giocatore inutile e quasi nocivo a questa nazionale.

Menzione d’onore per Andrea Crosariol. Uno che sul -15 ci ha messo la testa e il fisico e ha dato una scossa all’Italia.

Purtroppo il Ct Recalcati non lo considera proprio, tanto che nel 2 tempo sprofonda in panchina.

Ottima la partita di Gigli, che nonostante i suoi limiti (molti caratteriali ihmo) ci ha tenuto su con buone giocate.

Domani alle 19 si replica contro la fortissima Francia, del “mio” Tony Parker, diretta (purtroppo) sui Rai Sport Sat*

*(su cui adrebbe aperto un capitolo ma lasciamo perdere che è meglio)