[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=UJzKsE7b9oc[/youtube]
Via Francesco Costa
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=UJzKsE7b9oc[/youtube]
Via Francesco Costa
MILANO – Il tribunale di Milano ha condannato tre dirigenti di Google accusati di diffamazione e violazione della privacy per non avere impedito nel 2006 la pubblicazione sul motore di ricerca di un video che mostrava un minore affetto da sindrome di Down insultato e picchiato da quattro studenti di un istituto tecnico di Torino. A tre imputati sono state inflitti sei mesi di reclusione. Un quarto dirigente che era imputato è stato assolto. Si tratta del primo procedimento penale anche a livello internazionale che vede imputati responsabili di Google per la pubblicazione di contenuti sul web. [Repubblica]
Sinceramente io sono senza parole, oggi è un giorno molto triste e difficile per l’Italia.
Ad oggi il più semplice ed ingenuo dei ragazzi delle scuole medie, potrebbe spiegarci che se investo una persona con una macchina da ubriaco, la colpa non può essere del produttore dell’auto stessa, però in Italia mai dire mai.
C’è bisogno di una revisione totale del sistema paese, di aggiornare leggi e regolamenti fermi in alcuni casi al fascismo, di porre un freno alla politica e media tradizionali che in questo caso (e in molti altri) hanno cercato di deviare il problema demonizzando internet e proponendo un controllo preventivo della rete, quel controllo di cui hanno bisogno per mantenere uno statusquo, che internet ogni giorno gli sta levando. Bisogna intervenire, anche in modo non drastico, nella scelta dei giudici a seconda delle loro conoscenze e del loro CV, non è possibile che un giudice 60enne possa valutare un caso come questo, che implica a parte la conoscenza del diritto anche dell’oggetto del processo, nonchè delle consietudini che si creano su internet o anche nella vita reale. Non possiamo aspettare che i nativi digitali diventino giudici (semmai vorranno farlo) dobbiamo intervenire adesso, anzi dovremmo perché con questo precedente la politica (ancora maledettamente) cercherà di ridare spinta a Leggi come la PISANU, decreti come quello ROMANI, per far rimanere indietro il paese più di quanto già non sia.
Poi c’è bisogno di una spiegazione da parte del Comune di Milano e Vividowm, che hanno portato avanti la causa per 4 (quattro) anni, quando invece i legali del ragazzo malmenato avevano ritirato le accuse nei confronti dei dirigenti Google.
I pesi e le misure di tutto il processo sono:
Il ragazzo si è preso 1 (uno) anno di sospensione e 10 mesi si lavori socialmente utili, i dirigenti Google 6 mesi di carcere (ma con la condizionale, eh ci mancherebbe)
Dare un’opportunità a tutti, è questo che mi muove a scrivere questo post “politico”.
Un’opportunità a chi? Alla Lista Civica Rete dei Cittadini, una nuova entità politiche cresciuta dal basso in questi ultimi anni che vorrebbe avere la possibilità di candidarsi alle politiche regionali 2010, come 3°/4°/5°polo indipendente.
Alcuni miei amici ci stanno mettendo faccia ma soprattuto cuore, e nonostante io non sia proprio d’accordo con alcune loro idee e progetti, credo che sia giusto dargli un minimo di fiducia e andare a firmare ai loro banchetti durante questo weekend.
Qui sopra c’è una lista dei posti dove troverete il banchetto per la raccolta delle firme, se ci passate davanti magari una firmetta fatela tanto non costa nulla.
Ieri sera è successo quello che è successo, avrei voluto scrivere qualcosa a proposito, qualcosa di leggermente più intelligente (sì intelligente) degli aggiornamenti di status su Facebook o altri Social Network (di amici/conoscenti sia di destra che di sinistra).
Poi però l’editoriale di Mario Calabresi
Ci sono momenti in cui bisognerebbe abolire due parole: ma e però. L’aggressione di un uomo, in questo caso di un primo ministro, è uno di quelli. Di fronte alla violenza non possono essere accettate subordinate, ammiccamenti o tantomeno giustificazioni. Il giorno che la politica italiana tutta lo avrà compreso fino in fondo, allora sarà davvero matura.
Mi ha risparmiato una mattinata di parole, refusi, virgole e tutto il resto.
Grazie Mario.
Walter, con il “cuore in mano” te lo chiedo:
“Potresti per favore, risparmiarci queste cazzate?”
Se non è il tuo, figurati il nostro.
Abbiamo risposto molte, anzi quasi tutte le nostre speranze che la tua presenza fosse in qualche modo garanzia sulla dirigenza del partito, sugli eletti in parlamento, nelle regioni, nei comuni fino alle più piccole circoscrizioni, ma ultimamente ci stiamo più che ricredendo, e fino a quando c’erano dei casi isolati e l’anomali Bassolino, con il naso attappato potevamo anche mandarla giù ma da oggi in poi, NO.
Non è il tuo partito? Vattene, dimettiti, organizza una fondazione (che già c’è, se serve pronta e funzionante) un partito, una lista, però dai un segnale importante, il rischio è quello di prendere meno di Rifondazione? Pazienza tanto la differenza rispetto ad adesso neanche si vedrà.
Però dai retta.. per il nuovo “soggetto”, due idee dal tanto “odiato” Di Pietro, prendile.
I ricchi che frequentano la Sardegna, da Briatore in giù, non hanno preso bene la tassa sul lusso. «Una definizione sciagurata. Io non sono contro la ricchezza. Sono per chiamare i ricchi, anche quelli delle barche e delle seconde case, a collaborare al bene comune. Credo sia giusto chiedere in base alla capacità, esigere quanto uno può dare. Per me, questi cinque anni sono stati anche una riscoperta della mia terra. E di beni preziosi, che a Milano avevo perduto, e che pure ai sardi rischiano di sfuggire. Il buio. Il silenzio. Gli spazi vuoti. Perché inquinare la notte con luci superflue e costose? Io non voglio una Sardegna deserta. Ma non voglio neppure una Sardegna trasformata in parco giochi. Voglio una terra laboriosa, dinamica, seria. E intendo governarla ancora».
Renato Soru, Ex Governatore della Sardegna su corriere.it
Non credo ci sia altro da aggiungere, queste poche righe in questo preciso momento, ihmo, fanno tutta la differenza del mondo. Però Uòlter, Franceschini e compagnia cantante mandano ancora in giro per giornali e TV gente ormai senza alcune “valore” per la base che li ha votati.
Avete presente il decreto 133/2008 quello con cui si è scatenata la famosa Onda?
Beh a leggerlo bene, pare faccia più danni di quello che si pensa o che comunque gli organi di stampa classici ci hanno comunicato, e si nota ben bene che il sommo Governo di questo paese sia un gran paraculo perchè quando abroga le leggi le cita con numero e data (as usual) senza indicarne il contenuto, come fa per esempio con le leggi modificate.
Questo è l’articolo a cui mi riferisco:
10. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati, e fermo restando quanto previsto dal decreto di cui al comma 4:
a) l’articolo 134 del regolamento di cui al regio decreto 28 agosto 1924, n. 1422;
b) l’articolo 7 della legge 9 novembre 1955, n. 1122;
c) gli articoli 39 e 41 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797;
d) il decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 1963, n. 2053;
e) gli articoli 20, 21, 25 e 26 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;
f) l’articolo 42 della legge 30 aprile 1969, n. 153;
g) la legge 8 gennaio 1979, n. 8;
h) il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 gennaio 1981, n. 179;
i) l’articolo 9-quater del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608;
j) il comma 1178 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
k) il decreto ministeriale 30 ottobre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 282 del 2 dicembre 2002;
l) la legge 17 ottobre 2007, n. 188;
m) i commi 32, lettera d) , 38, 45, 47, 48, 49, 50, dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247;
n) i commi 1173 e 1174 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
La legge 188 del 17 ottobre 2007 regolamentava le modalità da seguire per dare le dimissioni, ed era nata con un accordo bipartisan tra l’ex Ministro Turco e la Prestigiacomo (attuale Ministro) per combattere il fenomeno tutto italiano delle lettere di dimissioni in bianco al momento dell’assunzione per evitare che l’azienda “dovesse farsi carico di un eventuale maternità della dipendente”.
Ecco cosa esce con Google News sulla legge 188/2007:
Simpaticissimi vero? Però qui si continua a discutere di Villari e compagnia cantante.
Vi ricordate la storia della famosa lista dei candidati del PD, che usci poco prima delle elezioni? se non ricordate c’era una serie di nomi e cognomi e poi:
- Donna Diesse
- Ragazzo Ulivo
- Pensionato Rincoglionito
- Sindacalista Rompicazzo
- Amico del Cuore di Uòlter
Ecco dopo l‘episodio di Latorre, che mi sono “gustato” in diretta, il PD lo dovrebbero prendere in mano non più di 20/25 persone tra cui molti degli iscritti alla Fondazione Daje che a bisogno se ne fottono della “politica” e mandano a casa senza passare dal via Latorre, Binetti, Villari e compagnia cantante..
Che poi alla fine come fai a non dare retta a Brodo?
Osservatore Romano: “La morte cerebrale non basta”
Penso che questa volta abbia ragione il giornale delle Santa Sede..
non potrebbero spiegarsi altrimenti i “fenomeni” Calderoli e Borghezio.. se non con un miracolo, ma so benissimo che nonostante tutto anche in Vaticano ci sono dei limiti
In questo particolare momento “storico” se mi chiedessero se esiste una emittente televisiva di qualità, non esiterei un attiamo rispondere:
In questi anni ha tirato fuori una linea “editorale” senza eguali.
Ieri sera è andato in onda uno speciale di Omnibus, dedicato a Enzo Tortora e alla sua storia giudiziaria che non conoscevo, che fortunatamente ho potuto vedere stamattina prima di venire in ufficio.
Antonello Piroso (ihmo il miglior giornalista italiano pound per pound) racconta la storia con passione e rabbia è bravo anzi bravissimo, e la stessa passione e rabbia sale, mentre legge gli atti del processo e gli articoli dei “giornalisti” anche affermatissimi, che si scagliano contro Tortora senza alcun apparente motivo.
La speciale lo trovate qui: Dunque, dove eravamo rimasti?
* spero che daria bignardi non abbia a che ridire, però Varietà è volutamente tra virgolette
riprendo un sms mandato ad un caro “grosso” amico, mercoledì dopo aver appreso da Repubblica della divulgazione dei redditi da parte dell’agenzia delle entrate e aver letto che il reddito dichiarato da Beppe Grillo era di 4 milioni e passa.
il testo dell’sms era:
Con 4.2 milioni di Euro so bono pure io a fare beppe grillo e indire VDay
La risposta non so se la posso pubblicare, ma è niente di che tranquilli, e nella sostanza “ha ragione” il mio amico che sostieneche sono guadagnati onestamente quindi non vedo il problema.
Effettivamente se sono guadagnati onestamente non c’è alcun problema alla fine “affari” di Grillo come e quanto guadagna, però io che sono un antiGrillista abbastanza convinto, ci vedo nei suoi milioni di euro l’anno un neo grosso più o meno come Giuliano Ferrara.
Perchè? Perchè parlare ad una platea di precari, allo stesso livello ma con 12.000 euro al giorno in tasca lo rende, a mio modestissimo parere meno credibile, soprattuto quando poi si lamenta se Berlusconi consiglia alle giovani precarie di sposare un miliardario come il figlio, che IO la prendo per quella che è (cioè una battuta) Grillo invece ci riceva 4/5000 commenti (e relativi introiti).
Fatta questa piccolissima premessa, passiamo alla divulgazione su internet delle dichiarazioni dei redditi dei cittadini o meno che dichiarano redditi in Italia e parto con due twitter di mercoledì:
il primo è di sbarrax:
la malattia tutta italiana del gossip a tutti i costi va ben oltre il senso civico di render pubblico il reddito dichiarato
a cui ho risposto così:
@sbarrax io sinceramente non ci vedo senso civico del render pubblico il reddito. Il senso civico è pagare le tasse correttamente.
Se c’è da prendere una posizione su pubblicare o meno i redditi, nella patria del garantismo, io sono CONTRO la pubblicazione dei dati, e cerco di spiegarmi meglio.
Non ho visto di persona quello che riportavano quei dati, e devo essere sincero non ho una gran voglia di farlo, però circolano delle “storie” ancora poche chiare su quali e quanti sono i dati pubblicati.
Sono CONTRO la pubblicazione totale di quei dati, proprio perchè non si può scegliere quali dati far pubblicare, e in un paese in cui dobbiamo/possiamo:
Per un semplice finanziamento di 150 euro mettere dalle 10 alle 15 firme per la legge sulla privacy,
Far firmare il modulo sulla privacy alle persone che fotografiamo, e l’autorizzazione per una eventuale pubblicazione
molte varie e molte eventuali
Non sapere quale numero IO chiamo con il MIO cellulare perchè le ultime tre cifre sono oscurate
Avere il numero di telefono privato ed escluso da qualsiasi tipo di pubblicazione (con madonne varie quando cerchi il numero sulle paginebianche)
Insomma in Italia, posso rendere privato tutto tranne quanto guadagno, quanto spendo in medicine, quanto pago di interessi di mutuo, quanti immobili di proprietà e infine quale abito, insomma tutto senza però poter essere contattato da qualcuno che non si ritrova il mio cellulare e vuole chiamarmi a casa, io trovo che sia questo il problema.
Se si potesse in sede di dichiarazione di oscusare tutto e/o scegliere quali dati far pubblicare, sarei decisamente più favorevole, e non credo nemmano alla storia del controllo “sociale”, che è sta cavolata?
Se per il vicino guadagno troppo e non gli sta bene che succede?
Per esempio, i dati del Catasto sono pubblici o meglio dovrebbero essere pubblici, perchè anche per la consultazione on line c’è da registrarsi, accettare delle clausole di privacy e responsabilità e poi fare l’eventuale ricerca, chiaramente il tutto rimane nel DB dell’agenzia del territornio che nel caso di uso improprio a posteriori, il proprietario dell’eventuale immobile può farti un culo come la sua casa, e lo stesso discorso vale per il controllo cartaceo dei documenti catastali, dove si firma uno scarico di responsabilità.
La cosa più ridicola della questione è la “giustifica” dell’Ex Vice Ministro Visco, che tutto sommato il suo lavoro lo sa fare e pure bene (checchè ne dica l’80% della popolazione):
E’ un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c’è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano”
Che cazzata a parte, è preoccupante proprio sul tipo di rapporti che una persona che ricopre quel ruolo ha con il semplice cittadino, che vuol dire basta vedere qualsiasi telefilm americano? Cioè dopo aver scoperto che Babbo Natale non esiste, che Fox Mulder non si chiama realmente così, e che Jetro Gibs non è stato realmente in IRAQ, devo rivedere tutte le mie convinzioni?
Fatto sta, che comunque l’unica verità l’ho sentita da Ricucci, che proprio onesto non è o almeno non lo è stato negli anni scorsi:
“[...] non è vero nel 2005, non ho guagnato così “poco” perchè in realtà ho le società che fatturano e dichiarano separatamente da me [...]“
Che poi è LA verità, per la storia che i “professionisti” e i “commercianti” dichiarano meno degli insegnanti, vabbè non tutti almeno una buona piccola parte.
Gianni Alemanno ha stracciato Rutelli.
Nonostante nello scontro di Ballarò (l’unico che ho visto) le avesse prese abbastanza di brutto da Rutelli, senza peraltro che l’ex sindaco avesse grossi argomenti a disposizione.
Non mi sento spiegare i perchè sullo scivolone di Rutelli, ma forse la Roma che Veltroni e Rutelli disegnavano non esiste, o semplicemente dopo 15 anni la gente ha pensato “vabbè ci hanno provato, vediamo se questo è capace a fare qualcosa”.
Spero soprattutto per la città che dopo la campagna elettorale piena di promesse si cominci a lavorare sul serio, per questa città che ne ha veramente bisogno
Recent Comments