Non so se il lavoro sta girando in maniera tale da allontanarmi quanto più possibile dall’ufficio, spero che questo viaggio verso Bari sia il primo passo anche se più semplicemente sia un oneshot inutile.
In generale prendere la metropolitana mi piace parecchio, forse perché la prendo troppo poco, pero l’adolescente con troppe poche docce all’attivo, un signrotto con l’alito pestilenziale, il coatto che sente l’iPod con Gigi D’Alessio fanno da cornice a tante altre persone dall’aspetto più o meno interessante, dalle facce più o meno sveglie.
Si mi piace osservare e cercare in qualche modo di capire chi ho di fronte, mi diverte anche il bambino di colore seduto accanto a me, avrà 8/9 anni, che si diverte a leggere quello che sto scrivendo, e sorride con la sorella/amica bisigliandole nell’orecchio, soprattutto ora che legge queste poche righe.
Scendere dalla metro e ritrovarmi il muro di persone dirette alla stazione termini mi da un’altra dimensione, di solito la mattina in moto maledico autovetture e relativi conducenti , mentre oggi ho incontrato una certa solidarietà con chi tutte le mattina volente o nolete, affronta questo tragitto e ne conosce ormai tutti i pregi e difetti.
Sono quasi come alice nel suo paese delle meraviglie, o semplicemye torno adolescente, quando entro a termini e la prima cosa che faccio è infilarmi nella libreria, per capire se c’è qualcosa di nuovo da comprare, nonostante la pila dei libri da leggere sia fuori controllo, e poi diretto verso il binario con il freccia qualcosa che mi aspetta.
Dentro i Caraibi, caldo caldo caldo, il treno è acceso e si sta scaldando così come le carrozze, l’eurostar è meno interessante della metropolitana, in un piovoso martedì mattina solo qualche manager, signorotti in vacanza e una ragazza che sta andando a fare una audizione a Bari.
4 ore di treno passano ma sembrano infinite, il paesaggio scorre ma sembra sempre lo stesso (ma per fortuna non siamo nella bassa padana) almeno fino a Foggia, da quel punto l’eurostar diventa un IC le fermate diventano troppe , e osservando il panorama confermo che cattivi costruttori e mediocri geometri sono (stati) la rovina di questo paese.
Bari mi accoglie sotto la pioggia, la prima cosa che vedo uscito dalla stazione è l’edicola Antonio Cassano.
Destinazione Bari, raggiunta
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