Grazie

è da sabato che voglio scrivere qualcosa, ma ho in testa tante cose che non so come ordinarle, non so come scriverle e non so neanche se abbiamo senso scriverle, però ne ho bisogno, sono 5 minuti di seduta dal me stesso psicologo.

Ho quasi 30 anni (anzi ne ho appena compiuti 29) e da sabato ho capito che sono entrato, anche io, in una fase (che dura più o meno, speriamo molto più) in cui vengono a mancare, o cominciano a mancare, i punti di riferimento della propria maturità (professore di liceo, di università, parroco, ecc ecc), e fino ad oggi sono stato fortunato, lo ammetto. G. è stato senza dubbio fondamentale per la mia crescita tra i 20 e i 29, sia professionalmente che umanamente, e stamattina sotto un temporale incredibile, mi è “toccato” andarlo a salutare per l’ultima volta.

Non lo sentivo da fine maggio, e oggi ho scoperto il motivo, era una di quelle persone che per me c’è sempre, anche se capitava che non ci sentissimo per per un mesetto, ma da giugno si era chiuso in se stesso, tanto che solo i familiari stretti sapevano cosa stava succedendo. Sarebbe potuto essere mio nonno, e per questo gli davo da sempre (11/12 anni) del Lei, anche se era un amico stretto di famiglia, e mi prendeva spesso in giro per questo.

Mi chiamava con un nomignolo, da sempre, con tutti ed in qualsiasi situazione, ma con quel suo modo di fare elegante e garbato non mi ha mai messo in imbarazzo neanche sul lavoro.

Mi ha lasciato con un buco, un qualcosa che non era previsto nel copione, inaspettato ma molto a modo suo. Mi mancherà, anzi ci mancherà a noi e a tutte le centinaia (sul serio) di amici e parenti colleghi ed ex colleghi, che c’erano stamattina, sotto la pioggia a salutarlo.

Ciao G. e grazie di tutto, davvero.

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