Gabriele Sandri, 1 anno dopo

L’altro ieri era l’11 novembre, ed esattamente un anno fa, Gabriele moriva alla stazione di servizio di Badia al Pino sull’autostada A1 in direzione Milano.

Come è morto lo sanno anche le pietre, però ricordare e bene non guasta, un poliziotto preso da 30 secondi di eroismo estremo o ordinaria follia (chiamatela come volete), spara in direzione dell’auto dalla stazione di servizio in direzione opposta dell’autostrada, gesto quanto mai sconsiderato e pericoloso per quello che poi è successo e per quello che in ogni caso sarebbe potuto accadere. Sandri muore quasi sul colpo, senza neanche riuscire a capire cosa è successo.

A Roma, ci sono state diverse manifestazioni in ricordo di Gabriele, fiaccolate, una messa e anche una donazione di sangue organizzata dalla famiglia Sandri a favore dell’ospedale Bambin Gesù di Roma.
Manifestazioni che in questo ambito ci stanno tutte, dove il ricordo e la commozione hanno prevalso su gesti di protesta, che ha visto la partecipazione non solo degli ultras o tifosi della Lazio ma anche di gente comune che rivede il proprio figlio fratello o amico nel volto pulito di Gabriele.
Questo fine settimana c’è il derby e molto probabilmente ci saranno le dichiarazioni di rito dei capitani, delle società, delle istituzioni come è giusto che sia dopo che la morte di un ragazzo di 27 anni aveva scatenato una sorta di guerriglia urbana fuori stadio olimpico.

Nonostante la disgrazia che ancora pesa sulla famigli Sandri, si sta cercando di strumentalizzare la morte del povero Gabriele, da una parte il tifo che si riconosce nell’area politica di  destra (magari anche estrema) che da anni giustificava con gli scontri con la polizia additando la stessa come provocatrice e interessata a scontrarsi con gli ultras di tutte le squadre, e dall’altra parte troviamo una grossa area bipartisan che si chiede se realmente Sandri era il bravo ragazzo che i giornali e le interviste raccontano, se davvero Sandri dormiva in macchina, e se le 8/9 persone che si sono “scontrate/insultate” fuori dell’autogrill fossero chissà chi.. e non ultimo cercano in tutti i modi di accostare Carlo Giuliani, la scuola diaz, a Gabriele Sandri, trovando eccessive tutte le manifestazioni di cui sopra.

Ora io capisco che in un certo senso le morti possono essere assimilabili, sia per l’età che per la tragicità delle rispettive morti ma a parte questo c’è veramente poco. Comunque per Giuliani le messe ci furono, le fiaccolate anche, e c’è stata la richiesta in consiglio comunale a Genova di intitolargli la piazza dove è morto, con tutte le polemiche del caso, visto che comunque giuliani stava tirando un idrante verso una camionetta dei carabinieri mentre sandri stava dormendo in auto.

L’agente Spaccarotella è libero, l’udienza preliminare del processo è stata fissata per il 16 gennaio,  la seconda udienza perchè per la prima la difesa dell’agente si è appigliata ad un cavillo (comunicazione della fine delle indagini comunicata ad un fax diverso),  che ha fatto slittare di un paio di mesi la prima convocazione.

Insomma sappiamo chi è stato, come ha commesso il reato e non credo ci sia un movente, se non un attimo di perdita di “coscenza”, e una famiglia costretta ad ascoltare “improbabili giustificazioni” senza mai aver ricevuto una straccio di scusa, da chi ha portato via la vita  ad un ragazzo della mia età in una stazione di servizio.

Gabriele Sandri

Gabriele Sandri

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3 Responses to “Gabriele Sandri, 1 anno dopo”


  • Bellissimo post. Giustizia per Gabriele!!!

  • Giustizia per Gabbo!

  • Non so come sono andate veramente le cose… Però fintanto che ci saranno scontri tra “tifosi”, zuffe e devastazioni in nome del calcio, ci saranno sempre anche vittime innocenti e non… Ci sarebbe da cambiare proprio la mentalità della gente: riuscire ad andare a vedere una partita senza partire per una guerra, riuscire ad andare a vedere una partita senza rischiare di finire in mezzo ad una guerra…

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