Il caso di Oscar Pistorius è sicuramente il caso più eclatante nell’ultimo periodo a livello internazionale.
E’ di ieri la notizia che forse ad Oscar dopo le Olimpiadi siano negate anche le ParaOlimpiadi, e Igor Cassina non la manda a dire a nessuno come riportato da Repubblica, che condivido pienamente.
Ora sulla questione credo che si debbano fare due distinguo:
Uno puramente tecnico e uno etico.
Si parte chiaramente dal primo che mi vede in parte d’accordo con il comitato olimpico di vietare la partecipazione alle olimpiadi di Pechino a Pistorius, le mie motivazioni sono abbastanza semplici un atleta normodotato, sia negli allenamenti che nella competizione potrebbe subire e subisce dei piccoli infortuni a piedi,caviglie e gambe che ne condizionano la preparazionee l’efficacia nella corsa.
E’ paradossale me ne rendo conto, Pistorius da svantaggiato per l’amputazione di entrambi gli arti, passa dalla parte dell’avvantaggiato e non ci dovrebbero neanche essere degli studi che ne provano o meno i benefici. E’ un dato di fatto, e ve ne parla uno che per correre piano decisamente piano, ma si ritrova con una bella discopatia a causa dei microtraumi subiti durante l’allenamento.
Dal punto di vista “etico” e diciamo “romantico”, invece farei partecipare Oscar Pistorius ad entrambe le Olimpiadi perchè rappresenta un messaggio molto importante che esula dagli 8 runner che arrivano in finale, potrebbe essere il nono senza che sia omologato tempo/posizione ed eventuale record.
Perchè oltre al messaggio pubblicitario per chi ha brevettato le sue gambe, mostra quanto sia forte la sua forza di volontà che può far da traino per molti altri che una volta finiti sul letto o sedia a rotella si arrendono.