
Sono 140 persone morte carbonizzate, in un trraghetto diventato all’improvviso invisibile.
Sono 15 anni, che i familiari cercano le risposte.. una spiegazione a quello che è successo, su quel traghetto passeggeri che doveva arrivare ad Olbia.
Questo è molto ma molto di più leggerete nel libro di Enrico Fedrighini: Moby Prince. Un caso ancora Aperto.
Il libro si legge tutto d’un fiato, o quasi, perchè quelle 360 pagine vanno oltre ogni possibile immaginazione, ci sono tutti gli elementi per essere un libro/film di successo, di quelli che vendono milioni di copie e incassano miliardi di euro.. il vero problema è che è realtà, nuda e cruda.. una storia di cui si sono occupati in pochi, e ancora di meno sono quelli che sono andati oltre la notizina al Tg della commemorazione o un trafiletto sul giornale.. magari è una mia idea (e anche molto) sbagliata, ma anche cercando recensioni del libro e altri informazioni sul caso Moby Prince, mi sono accorto che l’approfondimento di questo libro è "riservato" a soli pochissimi eletti.
Un lavoro eccellente da parte di Fedrighini, che più che romanzare la storia, riporta atti del processo interrogatori e documentazione, fino alla fine del libro non esprime le sue idee.. riporta semplicemente la successione di avvenimenti citando tutte le fonti, che dovrebbero essere disponibili a tutti per la consultazione ma continuando la lettura si scopre che non è così, dietro questa storia si intrecciano tutte o quasi le "Grandi Questioni Italiane" e quindi il muro di gomma si fortifica sempre di più, eliminando quasi completamente la possibilità di conoscere la verità su quella tragica notte dell’Aprile del 1991.
Quello che ti lascia dentro questo libro non è descrivibile, è un senso di sconforto e rassegnazione misto con la rabbia e la voglia di fare qualcosa, cosa non è dato saperlo.. ma come per gli altri "Misteri" non poss(iam)o sempre rimanere con quello schifoso sapore in bocca e abbassare la testa.. grazie a questo libro ho scoperto molte questioni molti interessanti che ignoravo completamente.. e che mi hanno dato modo di capire alcune situazioni a cui noi siamo abituati e ci sembrano normali, quando invece normali non sono affatto, e che oggi un paese "civile" come l’Italia non dovrebbe accettare.. anzi dovrebbero essere proprio tutti i cittadini a non accettarli e far capire alle istituzioni che tali consietudini vengano rimosse o legalizzate.
Alle fine delle 330 pagine di documentazione, l’autore ci descrive una sua ipotesi, che se non è la descrizione esatta o quasi di tutti gli avvenimenti di quella notte nella rada del porto di Livorno ci va molto ma molto vicino.
Le linee guida seguite e indicate da Fedrighini dovremmo farle nostre e cominciare a pretendere delle risposte, per i 140 del Moby Prince, per gli 81 di Ustica, per gli 85 di Bologna e per ogni persona che ha perso la vita per aver la sola colpa di trovarsi li per caso o per aver cercato la verità.. Il segreto di Stato dietro cui si nascondo i colpevoli di tutte queste morti, è ridicolo e anacronistico.. ed è una di quelle cose che di certo non ci fa sentire orgogliosi di essere Italiani.
| Titolo | |
| Autore | Fedrighini Enrico |
| Prezzo | EURO 13,00 |
| Dati< | 3 ed., 368 p., ill., brossura |
| Anno | 2005 |
| Editore | Paoline Editoriale Libri |
| Collana | Libroteca/Paoline |
Ah un’ultima cosa, non si può dare un voto a questo libro. Si DEVE leggere.




















Sto giusto finendo i libri da leggere. Me lo segno, grazie.
dove l’hai trovato? sono andato in giro a cercarlo almeno 2 volte ( e sai quante sono x me…;-)…) enon l’ho mai trovato…nè librerie, nè _Messaggerie, nè Ricordi…dove l’hai trovato?
io l’ho scoperto guardando ad Aprile scorso una trasmissione di Rai2 con Giovanni Minoli che parlava del caso e citava il libro…fra i segreti della base americana a Piombino, il mobbing ai testimoni e i ritardi dei soccorsi ne esce fuori un quadro tremendo…lo voglio…
bella
Feltrinelli a Galleria Colonna.. chiaramente se non avesso chiesto al tipo di prendermelo non lo avrei mai trovato..
Domenica te lo porto.. bella
lo comprerò sicuramente.
Informarsi, rimanere coscienti, essere pronti per scelte importanti, mandare lettere a quotidiani, parlarne con gli amici: se ci fosse un sondaggio o un referendum o una proposta comunque formulata, ad esempio, sulla prescrizione, o sulla presenza di basi strategiche americane nel nostro territorio, sappiamo già cosa rispondere, nevvero? E’, intanto, quello che possiamo fare per rendere rispettoso omaggio alle vittime di queste mostruosità. Cambiare sé stessi: educarsi, ad esempio, a rispondere con stile e determinazione ai prepotenti buffoni qualunquisti che imperversano in Italia, sviluppare sempre di più la coscienza critica.
Scusa il pippotto e le lezioncine da quattro soldi, vedila come il mio modo di sfogare la frustrazione, ma càpitano più spesso di quanto non sembri occasioni per comunicare qualcosa a qualcuno, e si comunica quasi sempre non ciò che si vorrebbe ma ciò che effettivamente si è, quindi l’unica è lavorare su sé stessi.
Domani vado ad ordinare quel libro.
Ciao