Ready for the match @officialasroma #hungryforglory #asroma

Vita smeralda

La sindrome di down e il giusto approccio

Sono ancora in vacanza o meglio sto facendo il padre a tempo pieno h24, nel centro residenziale in cui siamo ci sono parecchie attività baby dance, mini club a cui partecipano in media una 70ina di bambini da 8 mesi a 10 anni, impiegati ovviamente in diverse attività.

Ci sono le animatrici che cercano di seguire e coinvolgere più o meno tutti nelle attività e far “rilassare” i genitori ammassati nel portico del bar tutti (Vabbè quasi) con un occhio vigile a quello che succede al miniclub.

Nella 70ina di bambini di ogni età ed estrazione sociale c’è una ragazza di 16/17 anni con la sindrome di down, solitamente gioca con i bambini più piccoli (diciamo 3-5 anni) perché gli altri la snobbano e trattano con diffidenza (forse avvisati dai genitori)

Greta è una bambina molto espansiva e tende a fare amicizia con tutti e ovviamente si è presentata a questa ragazza che ora l’ha presa in “simpatia” e fin qui niente di male se non fosse che la prende per mano e se la porta a spasso per il parco antistante il miniclub che ha parecchie vie di fuga e “pericoli”.

Il punto ora è come comportarsi con una bambina di 3 anni che gioca con tutta naturalezza con una bambina di 17 anni, a cui è difficile spiegare la situazione e non fare un torto preventivo solamente per ignoranza o paura ingiustificata?

Say cheese

Do Not Instagram Me!!

Supplì al telefono #Roma

Andiamo a Milano

Eric is here

Who’s Who

Caressismo

Fabio Caressa, direttore di Sky Sport, ieri notte durante la disfatta del Brasile si è lanciato in una esaltazione del “modello tedesco" che neanche il fu Mario Monti.

Ora il punto non è se il modello tedesco funzioni o meno, o sia applicabile in Italia, o se per caso la Germania si è ritrovata contemporaneamente alcuni dei giocatori più forti della sua storia, il punto è che il direttore Fabio Caressa non me lo ricordo come alfiere del calcio pulito, contro la FIGC, contro Carraro, contro Abete, contro la Nazionale di Lippi, quella nazionale che aveva sulle spalle più di qualche scimmia e responsabilità, no fino ad oggi si è curato i suoi interessi e quelli del suo datore di lavoro, giustamente in un certo senso.

No, il direttore Fabio Caressa si è costruito un personaggio sul modello “Andiamo a Berlino Beppe" e da lì si è guadagnato i gradi in Sky, ha scritto un libro, partecipato a trasmissioni di cucito, cucina, politica and much more e oggi dopo 8 anni dalla vittoria del mondiale viene a farci la morale come se fosse stato su marte.

Caro Direttore, 

facciamo così, vuole diventare il portavoce di un calcio che vuole cambiare volto? ok perfetto ne siamo contenti, del resto è portavoce di una lobby che investe oltre 1 miliardo nel calcio, ha diritto a chiedere un prodotto migliore, che sia più vendibile e che ci faccia anche gioire, però da stamattina invece delle battute sul Brasile, inizi a chiedere ai suoi sottoposti il rispetto delle regole NON solo per i diritti TV ma anche per le nomine che decideranno i prossimi anni del calcio italiano.

Con immutata disistima.

Love is in the air (at Bioparco)